Installazione presse alla Cel Components

Siamo lieti di proporVi l’intervista del nostro importante cliente Cel Components (Villanova / BO)

Riferimenti: Sig. Lorenzo Socini (Resp. tecnico) e Sig. Pierluigi Mobilia (Resp. produzione)

 

  • Dimensione azienda e numero stabilimenti? Numero dipendenti?

Unico stabilimento di circa 3500 mq, con un numero dipendenti di 23 unità.

Produciamo pannelli in alluminio alveolare, per usi veramente variegati: dal settore nautico alla ceramica, dai pannelli alle strutture anti-bomba! Siamo pochi produttori per questo tipo di prodotto, con un enorme potenziale di crescita nei più svariati settori. Dove serve resistenza allo schiacciamento con peso ridotto, quello è il nostro pane.

  • Perché avete pensato di intervenire sul processo di gestione interna dei rifiuti?

Volevamo diminuire lo spazio occupato dagli scarti di lavorazione dell’alluminio e di altri rifiuti misti che ingombrano molto, come la carta siliconata della quale abbiamo grossi quantitativi.

Anche il tempo destinato alla gestione rifiuti era veramente tanto, bisognava diminuire gli spostamenti e le operazioni da fare.

  • Quando avete deciso di impiegare la riduzione volumetrica dei rifiuti da imballaggio?

La decisione è stata presa in due tempi; all’inizio si è provato a compattare gli scarti di alluminio acquistando una pressa Orwak 3410 usata. Il risultato è stato veramente soddisfacente, ma alla fine la pressa veniva usata anche per altri rifiuti; a questo punto si è deciso per l’acquisto di una pressa Orwak 3620, più potente, per dedicarla esclusivamente all’alluminio alveolare di scarto, leggerissimo, ma resistentissimo in schiacciamento.

  • Quali rifiuti da imballaggio compattate con le presse Orwak?

Alluminio alveolare, carta siliconata e cartone. La balla in alluminio, con il vecchio modello 3410, arriva a pesare intorno ai 150/180 kg. Con la nuova pressa Orwak 3620 abbiamo invece superato i 300 kg (al livello 4 di 5 di altezza balla)!

  • Quali vantaggi avete ottenuto da questa soluzione?

Si sono ridotti enormemente gli spostamenti del personale per portare fuori i rifiuti; era praticamente un’attività continua di “dentro e fuori” dal capannone, creando disagi, rischi e con grandi perdite di tempo e concentrazione rispetto all’attività produttiva.

Altri aspetti molto importanti sono la pulizia, l’ordine e gli spazi che si sono venuti a creare nel reparto produttivo.

  • E gli operatori hanno trovato praticità nella gestione del rifiuto con la nostra pressa?

Sono molto contenti, non devono più perdere tempo a gestire i rifiuti e lavorano con più ordine pulizia e spazio.

  • Quante balle realizzate al giorno / settimana?

Realizziamo circa una balla al giorno di alluminio e una di carta siliconata

  • Quale è stato il ritorno economico di questo investimento?

In realtà il vero ritorno economico è dato dal miglioramento della gestione interna. Tenete presente che prima, per portare il materiale al punto di smaltimento, il muletto doveva fare ogni volta circa 200 m girando intorno al capannone, trasportando all’interno di un cassonetto pochi kg di materiale!

Inoltre c’è stata una diminuzione drastica del numero di ritiri dei rifiuti da parte del recuperatore.

  • Perché avete scelto presse verticali Orwak?

Conosciamo molto bene l’azienda, la collaborazione con Empress2000 ci ha permesso infatti di “trovare” la prima pressa usata, cosa che accade raramente.

  • Quali ulteriori miglioramenti apportereste alla vostra gestione dei rifiuti?

Abbiamo una certa problematica nello smaltimento della “limatura” di alluminio. È un materiale puro ma praticamente in forma di pulviscolo impalpabile e abbiamo difficoltà a farcelo ritirare in Italia. Ne produciamo circa 200 kg/giorno e al momento ce lo pagano meno del dovuto.

  • Come si svolge la filiera del recupero del vostro materiale? Ovvero, come viene stoccato, trasportato e quale è la destinazione?

L’alluminio viene ritirato da un recuperatore di metalli locali; per quanto siamo a conoscenza viene poi destinato a fonderie in Germania per essere riutilizzato. E’ un prodotto di grande valore ma a volte ci contestano piccole quantità di collante o plastica residui.

La carta siliconata invece non è recuperabile e viene smaltita come rifiuto misto indifferenziato, probabilmente destinato ad incenerimento. Paghiamo per farla smaltire.

  • Ci sono criticità in questo processo della filiera?

A volte ci segnalano che nei forni certe tipologie di alluminio impuro creano problemi alle fusioni; il rifiuto in entrata viene controllato attentamente.

  • Quale consiglio dareste ad altre aziende metalmeccaniche, in merito alla gestione rifiuti?

Riducete assolutamente il tempo necessario alla gestione dei rifiuti!

La situazione classica è questa: giri a vuoto del personale, dei muletti, portoni aperti e chiusi di continuo, rischi di incidenti nel maneggiare certi rifiuti, taglierini sempre in mano, disordine, spazi occupati da inutili rifiuti e brutta immagine per fornitori e clienti in visita …. Tutto facilmente evitabile con un piccolo investimento in compattatori da interno!

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